F.A.Q Parigine - versione 3.0


La Parigi degli scrittori (Quartieri del Lussemburgo e dell'Odéon, 4 km. ca.)

 

Punto di partenza: M° Odéon

 

 

All'uscita del métro, prendete la rue de l'Odéon, la strada dei librai per eccellenza, ben nota agli appassionati di libri antichi. Al no. 7 si trovava la "Maison des Amis du Livre", aperta nel 1917 da una "pasionaria" della letteratura, Adrienne Monnier. Ebbe l'idea geniale di invitare i poeti a declamarvi i propri versi. Per fare solo qualche nome fra i tanti: Apollinaire, Gide, Claudel, Valéry, Prévert. André Breton vi incontrò Aragon, con il quale avrebbe in seguito fondato il movimento surrealista.

 

Al no. 12 si trovava invece la prima libreria di lingua inglese di Parigi (che ha poi traslocato nei pressi di Notre-Dame. Ma ne riparleremo più in là), ovvero "Shakespeare & Co.". Fu fondata nel 1919 dall'Americana Sylvia Beach, che vi accolse le più grandi firme della letteratura anglosassone: Hemingway, Fitzgerald, Stein, Pound e Joyce. Quest'ultimo vi incontrò per la prima volta Gide e Valéry. Una targa sulla facciata ricorda che fu qui che venne pubblicato, nel 1922, il capolavoro di James Joyce, "Ulisse".

 

Sylvia Beach e Adrienne Monnier abitavano in un appartamento al quinto piano del civico 18. Vi cenarono, fra gli altri, Fitzgerald, Joyce e Hemingway con la moglie Hadley. Hemingway vi ritornò il 25 Agosto 1944, in una jeep, con alcuni soldati americani, per "liberare la via". Nelle sue memorie, Sylvia Beach racconta che Hemingway arrivò da lei in divisa da commando, coperto di sangue. La baciò, chiese del cibo e andò poi a sparare qualche colpo sul tetto per far sloggiare un cecchino tedesco. Alla fine annunciò che andava a liberare le cantine del Ritz! Ma anche di questo se ne riparlerà...

 

Tornate sulla place de l'Odéon. Al no. 2 c'è un ristorante specializzato in piatti di pesce, "La Méditerranée", aperto nel 1942 da un amico di Jean Cocteau, che disegnò l'insegna. Fu frequentato da numerose personalità, quali Aragon, Ionesco, Orson Welles, Charlie Chaplin, Liz Taylor e la principessa Margaret.

 

Dall'altra parte della piazza, fra le rues de l'Odéon e Casimir Delavigne, il Café Voltaire (ora sede delle Éditions Noir et Blanc), descritto in una novella di Balzac, fu luogo d'incontro degli Enciclopedisti (Voltaire, Rousseau) e di Gauguin e dei poeti simbolisti (Verlaine e Mallarmé). Hemingway, T.S. Eliot e Fitzgerald vi venivano spesso dopo essere stati alla libreria "Shakespeare & Co.".

 

Prendete la rue Racine e girate a destra in rue Monsieur-le-Prince, che conserva un'eleganza degna dei romanzi di Balzac, con le sue alte facciate, gli spessi muri di pietra e i bei portoni (notate quello scolpito del no. 4). In una mansarda di questa via abitò Rimbaud. Al no. 41, il Ristorante "Polidor" accolse Raymond Queneau, Boris Vian, Max Ernst e gli altri esponenti del "Collegio della Patafisica". Al 54, Pascal scrisse i suoi "Pensieri".

 

Girate nuovamente a destra in rue de Vaugirard, la via più lunga di Parigi. Al no. 4 troverete l'Hôtel de Luxembourg, originariamente dimora settecentesca, che ospitò Verlaine, sempre al verde, dal 1889 al '94. C'è ancora il romantico patio con la sua fontana "leonina".

 

Al no. 8, una targa ricorda che qui, fra il 1893 e il 1895, abitò il futuro premio Nobel per la letteratura Knut Hamsun. Possiamo immaginare che abbia spesso incrociato Verlaine...

 

Al no. 19 ha la sua sede il Musée du Luxembourg, dove Hemingway veniva ad ammirare le tele degli Impressionisti, come racconta in "La Festa Mobile". Quei quadri non sono più qui. In questo museo, di proprietà del Senato, vengono ora allestite solo esposizioni temporanee.

 

Al no. 42 (Hôtel des Principautés-Unies), alloggiò un altro futuro premio Nobel per la letteratura, William Faulkner, in una stanza con vista sul Giardino del Lussemburgo.

 

Al no. 19 bis, c'è uno degli ingressi del suddetto giardino. Descritto da Hugo, Flaubert (ne "L'Educazione sentimentale") e Jules Vallès ("se ci fossero dei pappagalli sugli alberi, parlerebbero in latino"), il più grande giardino di Parigi ha saputo ringraziare e onorare la letteratura con una serie di busti di scrittori, fra i quali Baudelaire, Stendhal, George Sand e Théodore de Banville.

 

Lasciate il giardino e attraversate la rue de Vaugirard per poi prendere la rue Férou, piccola via tranquilla. Hemingway e la moglie, nel 1927/28, affittarono un appartamento al no. 6, raffinato edificio custodito da sfingi.

 

Al 2 bis, è rimasto intatto lo studio che fu di Man Ray. Pare che sia stato qui, nei locali del giornale rivoluzionario "L'Atelier", che Eugène Pottier scrisse "L'Internazionale".

 

Nel giugno 2012, l'artista olandese Jan Willem Bruins ha riprodotto integralmente la poesia "Le Bateau ivre" di Rimbaud su un muro della rue Férou, di fronte al luogo dove Arthur l'avrebbe recitata per la prima volta, in una riunione dei "Vilains Bonshommes", il 30 settembre 1871, tinyurl.com/8pw8wrh, tinyurl.com/cgjuol5

 

Tornate sui vostri passi e riprendete la rue de Vaugirard verso destra. Al no. 58 (angolo rue Bonaparte), abitarono, dal 1928, Scott e Zelda Fitzgerald. Al 62 (angolo rue Madame), il sorprendente negozio, la cui facciata è ornata di teste di bestiame (probabilmente una ex-macelleria), è la libreria "Le Pont Traversé", autentica caverna di Ali Babà per i bibliofili (libri antichi, prime edizioni).

 

Risalite la rue Madame e girate a destra in rue de Fleurus. Al no. 27 visse Gertrude Stein, a partire dal 1903, con la sua segretaria e amante. Era circondata da quadri (Cézanne, Matisse...), fra i quali il proprio ritratto eseguito da Picasso (ora al Metropolitan Museum di New York). Vi ricevette gli amici Max Jacob, Erik Satie e Apollinaire, oltre ai connazionali Ezra Pound ed Ernest Hemingway, che le dedicò un capitolo ben poco lusinghiero ne "La Festa Mobile".

 

Tornate indietro, prendete a sinistra la rue J. Bart e riattraversate la rue de Vaugirard, per giungere in rue Cassette. Al no. 7 abitò Alfred Jarry in compagnia del suo gatto. Ricevette, fra gli altri, Paul Verlaine.

 

Proseguite per la rue Cassette fino alla rue de Rennes e girate a destra in rue du Vieux-Colombier, che sfocia sulla place Saint-Sulpice. Victor Hugo si sposò nella chiesa più "letteraria" di Parigi dopo Notre-Dame.

 

Su questa piazza (dove pare abiti anche Catherine Deneuve) si trova una delle più importanti librerie della città, "La Procure". Vi si trova inoltre il Café de la Mairie, frequentato da sempre dagli studenti di lettere e dagli scrittori: Hemingway, Fitzgerald, Beckett, Pérec...

 

Lasciate la piazza dalla stessa parte dalla quale siate arrivati, prendendo però, a destra, la rue Bonaparte, poi ancora a destra la rue du Four e il Boulevard Saint-Germain, fino alla place de l'Odéon. A questo punto, girate a sinistra in rue de l'Éperon. In fondo, girate a destra in rue Saint-André-des-Arts e poi a sinistra in rue Gît-le-Coeur. Al no. 9 si trova il Relais-hôtel du Vieux Paris, soprannominato Beat Hotel dai beatniks. Vi alloggò Allen Ginsberg nel 1957 e vi cominciò il suo poema "Kaddish", seguito da Burroughs (che vi scrisse "Il Festino nudo" e Kerouak (che trovò il titolo). Tutti i poeti della Beat Generation (Gysin, Corso, Orlovsky...) vi si ritrovarono (camere nn. 15, 29, 32), fino al 1964. Vi inventarono la tecnica del "cut-up", fumando dell'hashish, proprio come avevano fatto, un secolo prima, Baudelaire, Rimbaud e Verlaine.

 

Di quell'epoca restano alcune foto alle pareti e un libro d'oro consultabile alla reception. Ma le tariffe delle stanze non hanno nulla a che vedere con quelle degli anni '50...

 

Girate a destra sul quai Saint-Michel, ancora a destra in rue Lagrange e poi subito a sinistra in rue de la Bûcherie dove, al no. 37, si trova l'attuale sede della già citata, storica libreria "Shakespeare & Co.". E' stata aperta da George Whitman, nipote del grande poeta americano, Walt. Fra i suoi primi clienti annoverò Henry Miller, che descrisse questo posto come "A wonderland of books".

 

In fondo alla via, girate a destra in rue F. Sautron, attraversate la place Maubert, prendete la rue de la Montagne Sainte Geneviève, che poi diventa la rue Descartes.

 

Verlaine è morto al no. 39. Pare che la sua convivente lo picchiasse perché scrivesse qualcosa!

 

Nel 1922, Hemingway vi sistemò uno studio all'ultimo piano per poter scrivere in pace.

 

Al termine della rue Descartes, girate a sinistra in rue Thovin e poco dopo a destra in rue du Cardinal Lemoine, che sfocia sulla place de la Contrescarpe. Il café des Amateurs (oggi "La Chope") era uno dei preferiti di Hemingway (sempre lui!), che lo descrisse ne "La Festa Mobile" e "Il Sole sorge ancora".

 

Al quarto piano del civico 74 della rue du Cardinal Lemoine si trova il primo appartamento parigino di Hemingway e di sua moglie, affittato a partire dal 1922. Lo scrittore descriverà la via ne "Le Nevi del Kilimangiaro".

 

Fine della passeggiata: M° Cardinal-Lemoine o Jussieu

 

I patiti di Hemingway prenderanno il métro a Jussieu (direzione La Courneuve), fino alla stazione Pyramides, per un pellegrinaggio obbligatorio al Ritz.

 

Hemingway non è stato certo il solo a frequentare il mitico albergo della place Vendôme! Marcel Proust passava le sue serate nella hall, avvolto in un cappotto di lontra, come racconterà in seguito Colette. Hemingway ne scoprì il bar grazie a Francis Scott Fitzgerald, che darà a una sua novella il titolo "Un diamante grosso come il Ritz". Hemingway vi veniva spesso e vi incontrò anche J.D. Salinger, l'autore di uno dei grandi classici della letteratura statunitense, "Il giovane Holden". Arrivò persino a "liberare" il bar il 25 Agosto 1944! "Liberazione" che consistette, a detta del suo biografo, a entrare con un folto gruppo di commilitoni e a ordinare 50 Martini! A sua discolpa, va detto che, quel giorno, era il suo compleanno...

 

Il bar porta oggi il suo nome (fair enough!). Sue foto ornano le pareti, la sua Remington troneggia in mezzo ai suoi libri e gli è stata dedicata la carta dei cocktail.

 

ATTENZIONE: l'Hôtel Ritz, a partire dal 1° agosto 2012, resterà chiuso per tre anni, a causa di radicali lavori di ristrutturazione.

 

Un altro locale parigino a lui molto caro è la Closerie des Lilas, sul bd du Montparnasse (6ème arr.), www.closeriedeslilas.fr

 

Per saperne di più sui legami fra Hemingway e Parigi (link gentilmente segnalati da Stefano Tordazzi):

 

tinyurl.com/s2j8p

tinyurl.com/ycr4ent2

www.lostgeneration.com/paris.htm

www.frugalfun.com/hemingwayparis.html

 

Letture consigliate:

 

"Festa mobile" ("A Moveable Feast"), tinyurl.com/kaw6bs7

 

"The Paris Wife", tinyurl.com/69xs3wk

 

"Vagabondages littéraires dans Paris" (di Jean-Paul Caracalla), tinyurl.com/nhupetk

 

 

Altri link interessanti:

 

"Le Paris de Colette", tinyurl.com/y8ledlf7

 

"James Joyce in Paris: Following in the Author’s Footsteps on Bloomsday", tinyurl.com/hc3aeya

 

"Edith Wharton: The Writer’s Life in Paris", tinyurl.com/y9rk5uww