F.A.Q Parigine - versione 3.0


La Parigi degli amori letterari

 

Punto di partenza: rue Payenne, M° Saint-Paul

 

Al terzo piano del no. 5 di rue Payenne (secondo alcuni del no. 7), visse e morì, nel 1846, Clotilde de Vaux, musa ispiratrice di Auguste Comte. Un amore-adorazione estremo, che ispirò al filosofo una religione della quale questo edificio è ancor oggi il tempio.

L'appartamento di Comte, al 10 rue Monsieur-le-Prince (6e, M° Odéon), può essere visitato su richiesta allo 01 43 26 08 56.

 

Juliette Drouet visse al primo piano del no. 50 di rue des Tournelles, dalla fine del 1834 al marzo del 1836. Aveva incontrato Victor Hugo nel febbraio 1833. Nell'agosto 1834, aveva lasciato il suo alloggio al 35 rue de l'Echiquier, per trasferirsi al 4 rue du Paradis-au-Marais (una via che si trovava fra la rue Vieille-du-Temple e la rue des Archives, al livello della rue des Francs-Bourgeois). Nel marzo 1836, traslocò al 14 rue Sainte-Anastase e, nove anni più tardi, al no. 12 della stessa via. Juliette non è mai molto lontana dal suo "Toto" (l'affettuoso nomignolo che aveva dato a Hugo), che veniva a trovarla di sera, dopo lo spettacolo.

 

Nel 1858, dopo un soggiorno a casa della madre a Honfleur, Baudelaire abitò con la sua "Ninfa Egeria", Jeanne Duval, al Grand Hôtel de Charny, al 22 rue Beautreillis.

 

Socio con Baudelaire del Club des Haschichins e membro fedele del Salon de l'Arsenal (1-3 rue de Sully), autore drammatico prolisso ma più conosciuto per il sonetto ispiratogli da Marie Nodier, "La mia anima ha il suo segreto, la mia vita ha il suo mistero...", Félix Arvers nacque nel 1806 al 12 quai d'Orléans (targa commemorativa).

 

Nei primi anni 1840, Jeanne Duval abitava al 6 rue Le Regrattier. Aveva incontrato Baudelaire nel 1842 e la loro relazione sarebbe andata avanti per anni. Fra il 1842 e il 1845, il poeta visse anche sull'Ile Saint-Louis: dapprima al 22 quai de Béthune (targa commemorativa), poi al 15 e infine al 17 quai d'Anjou, nell'hôtel de Lauzun divenuto de Pimodan.

 

Attraversiamo la Senna e le epoche. Al 9 quai aux Fleurs è segnalato il luogo ove sorgeva la casa nella quale risiedeva Abelardo nel 1118 (l'edificio attuale risale al 1849) e nella quale avvenne il fatale incontro con Eloisa. Divenuti amanti, i due fuggirono in Bretagna, dove Eloisa diede alla luce un figlio, Pierre-Astrolabe. Di ritorno a Parigi, Abelardo riprese l'insegnamento, suscitando la gelosia dei suoi confratelli. Fulbert, lo zio di Eloisa, lo fece evirare, per punirlo di aver "sedotto" la nipote diciassettenne. Abelardo si ritirò poi nell'Abbazia di Saint-Denis e più tardi in quella di Cluny, mentre Eloisa entrò in convento ad Argenteuil. Continuarono a scriversi fino alla morte di Abelardo, nel 1142 (lei morirà nel 1164). Dopo una lunghissima separazione, durata secoli, ora riposano insieme, nel cimitero del Père-Lachaise.

 

I passi di Nadja e di André Breton li condussero fino alla place Dauphine, dove incominciarono a sorgere i primi problemi fra loro. Questi luoghi fanno pensare al film "Les Amants du Pont-Neuf", che però venne girato interamente ... in Camargue!

 

Nel 18° secolo, la prigione del Petit-Châtelet, nella quale vennero rinchiusi Manon Lescaut e il cavaliere Des Grieux, si affacciava sul Petit Pont.

 

Aurore Dudevant, la futura George Sand, abitò con Jules Sandeau, nel 1831-32, al 21 quai des Grands-Augustins, poi al 25 (attuale civico 29) quai Saint-Michel, al 5° piano. Scrivono a quattro mani, firmandosi J. Sand. Dalla sua finestra sul quai Saint-Michel, Aurore assistette con la figlia Solange, nel giugno 1832, a una rivolta repubblicana repressa nel sangue, sangue che tinse di rosso la Senna.

 

Nel maggio-giugno 1893, Colette e Willy, novelli sposi, trascorsero alcune settimane all'ultimo piano del 55 quai des Grands-Augustins.

 

Apollinaire, prima di stabilirsi al 202 bd Saint-Germain e subito dopo essersi separato da Marie Laurencin, venne ospitato dai Delaunay, al 3 rue des Grands-Augustins.

 

Alain Fournier abitò, nel 1906-07, al 60 rue Mazarine, e più tardi, fra il 1909 e il 1910, al 24 rue Dauphine, in fondo al cortile, all'ammezzato.

 

George Sand, ventiseienne, arrivò a Parigi all'inizio del 1831, al 31 rue de Seine (targa commemorativa), ospite del fratellastro Hippolyte. All'epoca si chiamava ancora Aurore, naturalmente, e aveva sposato nove anni prima Casimir Dudevant, che l'aveva appena autorizzata a trascorrere sei mesi all'anno nella capitale, da sola. L'estate precedente, Aurore aveva incontrato uno studente parigino di 19 anni, Jules Sandeau...

 

Nel 1826, Honoré de Balzac apre la sua tipografia al pianoterra del 17 rue Visconti (targa commemorativa). Madame de Berny, la sua amante dell'epoca, apprezza la stanza tappezzata di blu del primo piano. Balzac fece bancarotta nel 1828, ma Madame de Berny continua a vivere ne "Le Lys dans la vallée".

 

La "Revue des Deux Mondes", con sede al 10 rue des Beaux-Arts dal 1834 al 1845, era la rivista dei Romantici. Faceva anche da salotto e vi si riunivano Hugo, Vigny, Heine, Mérimée, Gautier, Musset... Fu durante una cena organizzata dalla rivista al ristorante "Lointier" (104 rue de Richelieu), nel giugno 1833, che Sand e Musset fecero conoscenza. La piccola signora di Nohant (1,58 m.) aveva appena lasciato Jules Sandeau. Per questa cena, alla ricerca di un nuovo partner, Sand aveva chiesto a Sainte-Beuve che le sedesse accanto Alexandre Dumas. Non essendo disponibile Dumas, fu Musset il suo vicino di tavola quella sera. Ma il colpo di fulmine scattò il 9 luglio. Gli "amanti di Venezia" partirono per... Venezia, appunto, alla fine del 1833. Ma fin dal viaggio d'andata iniziarono i litigi. Nel febbraio 1834, la scrittrice si curò più del medico italiano Pagello, accorso ad assistere Musset colpito da dissenteria, tifo, ecc., che del povero malato! Il poeta tornò a Parigi nel marzo di quell'anno. La rottura diventerà definitiva nel 1835.

 

Fra la fine del 1832 e il 1836, George Sand visse in una mansarda al 19 quai Malaquais. Per un certo periodo vi abitò con Musset (targa commemorativa). Guardando gli alberi dalla finestra immaginava di ritrovare il natio Berri a Parigi. Nel 1832, la pubblicazione del suo primo romanzo, "Indiana", la rese celebre. Nella mansarda del quai Malaquais scrisse "Lélia", pubblicato a puntate sulla "Revue des Deux Mondes".

Per conoscere meglio questa prolifica scrittrice, che in realtà aveva un atteggiamento molto "materno" nei confronti dei suoi amanti, soprattutto con Chopin, vi consiglio di visitare il delizioso Museo della Vita Romantica, in rue Chaptal, 9e, M° Pigalle/Blanche/Saint-Georges, www.paris.fr/portail/Culture/Portal.lut.

 

Nella chiesa di Saint-Germain-des-Prés, l'11 giugno 1905, Alain Fournier, liceale diciottenne, ebbe una lunga discussione con una biondina ventenne conosciuta dieci giorni prima, Yvonne de Quiévrecourt, che diventerà la Yvonne de Galais ne "Le Grand Meaulnes". Yvonne de Quiévrecourt nacque nel 1885 al 28 di rue Saint-Sulpice.

 

Nel 1829 Alexandre Dumas traslocò al quarto piano del 25 rue de l'Université. Vi restò due anni, durante i quali ebbe una relazione con Mélanie Waldor, a cui trova una stanza, forse al 7 rue de Sèvres, per averla più vicina, dato che la donna abitava all'84 rue de Vaugirard.

 

Nello stesso periodo, la giovane amante e musa di Chateaubriand, Hortense Allart, visse al 32 rue de Sèvres.

 

Si può parlare di amore in letteratura senza citare Lamartine? Dal 1837 al 1853, il suo indirizzo parigino è 82 rue de l'Université (targa commemorativa). Il magnifico appartamento del poeta era vicino alla Camera dei Deputati, di cui era membro dal 1833. Divideva il suo tempo tra Parigi e i suoi castelli in Borgogna. Hugo, Chateaubriand, Lamennais e molti altri furono suoi ospiti in rue de l'Université. Ma il colpo di stato del 2 dicembre 1851 fece cadere Lamartine in disgrazia ed egli fu costretto a lasciare l'appartamento nel 1853, non potendo più far fronte alle spese.

 

Il 15 rue de Bellechasse fu il pied-à-terre parigino di Bernardin de Saint-Pierre dal 1801 alla sua morte, nel 1814. Al quarto piano del 4 rue Rollin (ex-rue Neuve-Saint-Etienne-du-Mont) aveva scritto nei primi anni 1780 "Paul et Virginie", tragico e bel romanzo d'amore ambientato nell'Isola di Mauritius.

 

Al 67 rue de Grenelle, in un palazzo oggi scomparso, abitavano Cordélia Greffulhe, altra amante di Chateaubriand, e sua nipote Madame de Castries. Chateaubriand era così affezionato a quest'ultima da esserne ispirato per il romanzo "La Duchesse de Langeais".

 

Al no. 59 di rue de Grenelle (in un edificio che si affaccia sul cortile, dietro alla fontana delle Quattro Stagioni, a destra, targa commemorativa) si trovava, tra il 1832 e il 1839, il "porto sicuro" di Alfred de Musset, la casa materna, nella quale una stanza era sempre pronta per accoglierlo, fra un'amante (o un'orgia) e l'altra.

 

In un palazzo oggi scomparso, al 94 rue du Bac, visse madame de Staël dal 1786 al 1789, poi nel 1795 e infine nel 1797-98. Nel 1793, Germaine Necker de Staël aveva incontrato Benjamin Constant, il grande amore della sua vita.

 

Aragon ed Elsa Triolet abitarono al 56 rue de Varenne dal 1960 alla morte del poeta, nel 1982.

 

Romain Gary e Jean Seberg vivono al 108 rue du Bac.

 

Dove ora si trova la rue Récamier si ergeva un'ala dell'Abbaye-aux-Bois (fatta sgomberare nel 1790), trasformata in casa di riposo, nella quale visse e tenne salotto madame Récamier dal 1819 al 1849, dopo qualche rovescio di fortuna. Vi ricevette Chateaubriand, Balzac, Lamartine, Sainte-Beuve, Arago, Hugo, Musset, Stendhal, Constant... L'ospite più ardente era Chateaubriand, che le fece dono della prima copia delle sue "Memorie d'oltretomba".

 

Cinque anni prima di morire, nel 1910, Rémy de Gourmont, che abitava al 71 rue des Saints-Pères, incontrò Natalie Barney, che viveva a due passi da lui, al 20 di rue Jacob. Questo incontro darà vita alle "Lettres à l'Amazone".

 

Raymond Carver e Tess Gallagher, nel 1987, in viaggio verso Wiesbaden, Zurigo, Milano e Roma, scesero all'Hôtel des Saints-Pères, al 65 dell'omonima via, giusto un anno prima della morte del grande scrittore americano.

 

La nostra ultima tappa è la place Saint-Sulpice, dove Manon Lescaut fece uscire l'abate Des Grieux dall'omonimo seminario, causando la perdita di entrambi. Il seminario si trovava dove ora è la piazza, di fronte alla chiesa.