F.A.Q Parigine - versione 3.0


Una passeggiata ai Batignolles

 

Punto di partenza: M° Place-de-Clichy

 

 

Uscite dal métro prendendo le scale mobili e imboccate rue Biot, la prima via sulla destra. Al no. 5 si trova "L'Européen", un tempio del café-concert del Novecento. Questo teatro ha accolto artisti del calibro di Fernandel, Mireille, Trenet o i cabarettisti Francis Blanche e Pierre Dac. A partire dal 1991, l'"Européen" ha tralasciato un po' questo genere, per dare spazio ai concerti o a pièces teatrali contemporanee.

 

Al no. 21, facciata ornata di nicchie e statue.

 

Prendete, quasi di fronte, rue Lemercier. Fu una delle prime strade a essere tracciate nel comune di Batignolles-Monceau, da un medico che le lasciò il suo nome. Le case presentano stili diversi, come quella, più antica, al no. 2, con il portone ornato di grifoni scolpiti, o quella di fine Ottocento, in stile neo-gotico (1899), all'angolo con rue Hélène.

 

Svoltate a destra in rue Hélène. In primavera un magnifico ciliegio giapponese rallegra il giardinetto del no. 8.

 

Imboccate a sinistra l'avenue de Clichy. Al no. 47 si apre la cour Saint-Pierre, un'oasi di pace in questa zona trafficatissima della città, dove hanno trovato rifugio alcuni artisti. L'atelier "Terre de Sienne" offre corsi di disegno e pittura.

 

Pochi metri più in là, troverete un'altra piccola oasi tranquilla, lo square Ernest-Chausson, di recente realizzazione, dove sono stati piantati bambù e ortensie. Il muro di cinta corrisponde alla cité Lemercier.

 

Proseguite sull'avenue, poi prendete a sinistra rue La Condamine (grande matematico ed esploratore) e girate nuovamente a sinistra in rue Lemercier. Al no. 28, un cancello cieco verniciato di nero dà su una stradina lastricata, dalle graziose palazzine con giardino. E' un luogo di notevole fascino, che emana un'atmosfera campagnola, grazie alla profusione di piante e fiori e ai gatti che vi si aggirano pigri. Al no. 11 visse Jacques Brel prima di raggiungere il successo come cantautore.

 

Tornate in rue Lemercier. In questo suo tratto, gli stili architettonici si mescolano, dagli edifici Art déco ai nn. 53-55, fino a quello contemporaneo al no. 62, in metallo e vetro.

 

Girate a sinistra in rue Legendre, poi nuovamente a sinistra in rue Nollet, una delle vie più antiche del quartiere. Da bambino, Verlaine visse con i suoi genitori al no. 10. Date un'occhiata al no. 76, costruito nel 1906 e decorato di pampini su tre piani. Al no. 55 tenne salotto il poeta Max Jacob, dal 1928 al '34. La facciata del no. 53, molto Art nouveau, è in mattoni e ceramica, con balconi in ferro battuto dalle linee morbide. Bel balcone anche al no. 44, all'angolo con rue La Condamine, che prenderete verso destra, per poi svoltare a sinistra in rue Truffaut (non il regista!). Fermatevi al no. 28 per lanciare uno sguardo a un cortiletto lastricato, inquadrato all'ingresso da due padiglioni e chiuso sul fondo da un ex-hôtel particulier a cui sono stati aggiunti nuovi piani. Il portone sovraccarico è ispirato alle sculture del Rinascimento. Ambiente vecchia Parigi: si vedono i bidoni della spazzatura e il cane della portinaia, che vi ha visti, abbaia come un matto!

 

Troverete lo stesso genere di edificio al no. 22, con l'unica differenza che, in questo caso, i padiglioni all'ingresso hanno nicchie ornate d'una statua e d'un busto. Subito dopo, il no. 20 presenta un cancello che dà su di un piccolo giardino.

 

In rue Nollet, dal 1931 al '37, abitò Monique Serf, che sarebbe diventata famosa come Barbara, una dei più grandi cantautori francesi del XX secolo. Era nata in questo quartiere, al no. 6 di rue Brochant, il 9 giugno 1930. Una targa, posta il 9 giugno 2001 su iniziativa dell'associazione "Les Amis de Barbara" e del Municipio del 17ème arr., la ricorda.

 

Svoltate a destra in rue des Dames (le monache dello scomparso convento di Montmartre) per giungere, sempre a destra, in rue des Batignolles. Era e rimane l'arteria principale del quartiere, affollata di botteghe di ogni tipo, da quelle di generi alimentari, alle boutiques, ai negozi di casalinghi, ecc. Al no. 34, il negozio di un fotografo ha una vetrina assai originale, allestita con vecchi manichini Chantelle e apparecchi fotografici d'antan, circondati da foto in bianco e nero.

 

Molto simpatiche anche le numerose saracinesche dipinte (ma, per ammirarle, dovrete venire in rue des Batignolles dopo l'orario di chiusura dei negozi... o prima di quello d'apertura!).

 

Girate a destra in rue Bridaine, che presenta due belle facciate: quella al no. 11, con bovindi e decorata di ceramiche, e quella del no. 7, in stile Art nouveau, firmata Verdonnet (1902).

 

Svoltate a sinistra in rue Lamandé. Al no. 15, un portone sormontato da un'aquila indica quel che un tempo era l'ingresso della Scuola Polacca. Fondata nel 1842, era destinata ad accogliere i figli degli insorti del 1830 e del 1863, ma si trasferì in rue Lamandé durante il Secondo Impero e rimase aperta fino al 1922. E' attualmente una residenza studentesca.

 

Raggiungete place du Docteur-Félix-Lobligeois, prendendo a sinistra rue Legendre.

 

Domina la piazza, dalla simpatica aria provinciale, la chiesa di Sainte-Marie-des-Batignolles, eretta nel 1828 in stile neo-greco e ingrandita nel 1851. Vi sono state girate alcune scene del film di Ermanno Olmi "La Leggenda del Santo Bevitore", tratto dal libro di Joseph Roth.

 

Dietro la chiesa c'è uno dei più suggestivi giardini pubblici della città, lo square des Batignolles, ideato, come quasi tutti gli spazi verdi della Parigi haussmaniana, da Alphand, nel 1862.

 

Uscite dallo square dalla parte di rue Cardinet. Dirigetevi verso sinistra e passate al di sopra della ferrovia. Girate a destra qualche metro dopo aver attraversato rue de Saussure.

 

Vi trovate nel passage Cardinet, viuzza tranquilla dove si respira un'atmosfera da "micro-quartiere". Sfocia in rue de Tocqueville, quasi all'incrocio con rue de Lévis, via commerciale per eccellenza. Segue il tracciato del sentiero che, nell'8° secolo, conduceva da Argenteuil a Parigi. Gli edifici ai nn. 21, 23, 25 e 27 risalgono al Settecento. Al no. 8, accanto alla torrefazione Richard, che rifornisce di caffè buona parte dei bar di Parigi, si trovava la "salle de la Réunion", risalente al Primo Impero. Vi tennero infuocati discorsi oratori del calibro di Blanqui, Gambetta o Louise Michel.

 

Il pubblico è stato sostituito da appartamenti...

 

Imboccate a sinistra rue des Dames, altra via molto commerciale. Vi resistono alcune costruzioni più antiche, come i due padiglioni ricoperti di vite americana, al no. 108, all'ingresso di un cortile lastricato, con in fondo un edificio dalla facciata neo-classica.

 

Poco più in là non fatevi sfuggire, sulla destra, l'entrata del passage Geoffroy-Didelot.

 

Creata nel 1843, questa stradina conserva, integro, lo charme di una strada di villaggio. Particolarmente simpatiche le insegne ai nn. 7 e 8. I pittori dell'Atelier du Passage si sono divertiti a riprodurre i volti di negozianti o di residenti del luogo. Altra vetrina artistica è quella di "Villa", al no. 3, che espone i suoi azulejos (piastrelle coloratissime, tipiche di Siviglia o del Portogallo).

 

Arrivati in boulevard des Batignolles girate a sinistra. Ai nn. 82-84 spingete il portone ed entrate in un vasto cortile, rallegrato da piccoli giardini. Un vialetto conduce a un piccolo edificio in stile classico, all'ombra di alcuni alberi.

 

Una volta usciti dal cortile, riprendete il boulevard, dove si trova uno dei teatri più noti della capitale, l'"Hébertot", un tempo conosciuto come "Théâtre des Arts".

 

A sinistra del teatro, prendete rue de Chéroy fino a rue des Dames, dove svolterete a sinistra, per poi girare a destra in rue de Saussure. Al no. 8 un garage ha preso il posto di un'antica scuderia. Ai nn. 7 e 9, due casette sono tipici esempi dello stile architettonico dei sobborghi parigini dell'Ottocento. Notate le sobrie facciate ai nn. 20 e 22.

 

Svoltate a destra in rue Legendre, passate di nuovo sopra la ferrovia, per poi prendere a destra rue Boursault. Aperta nel 1844 e parallela alla ferrovia, conduce direttamente al boulevard des Batignolles. Alcune delle sue facciate attirano l'attenzione, come quelle in stile Art nouveau. Ma la palma va al no. 62, realizzato nel 1901 da René-Auguste Simonet: linee Art déco si mescolano già all'Art nouveau.

 

La caserma dei pompieri ha una bella decorazione in mattoni e mosaico.

 

Una volta giunti al boulevard des Batignolles, potrete godere di una magnifica vista sul Sacré-Coeur, alla vostra sinistra. Sulla destra, il grande complesso in mattoni ospita il liceo Chaptal. Si tratta di un vasto quadrilatero chiuso agli angoli da quattro torri quadrate. Il suo stile è ispirato sia all'arte romanica che a quella rinascimentale.

 

Fine della passeggiata: M° Rome

 

 

Info sul "Groupe des Batignolles" (Manet, Renoir, Monet, Sisley, Bazille, Degas, Pissarro, Zola, Nadar ...), tinyurl.com/ktv73p9

 

Info sul grande progetto urbano "Clichy-Batignolles", tinyurl.com/62dceq7

 

Articolo da bonjourparis.com, tinyurl.com/m5ekpyt

 

"Une journée aux Batignolles", tinyurl.com/znwsh7o

 

"Le village des Batignolles, surprenantes cités fleuries et maisons de Barbara et de Brel", tinyurl.com/ze3wg3t