F.A.Q Parigine - versione 3.0


I caffè letterari

 

Closerie des Lilas, 171 bd du Montparnasse, 6e, M° Vavin, www.closeriedeslilas.fr

 

Il nome deriva dal fatto che, nel 17° secolo, questa era una locanda di campagna fiorita di lillà.

 

E' stato un locale di gran voga a più riprese. Nella seconda metà dell'Ottocento, con Baudelaire, Verlaine, Gustave Le Rouge, Philippe, Gide, Jarry; dopo il 1900, i martedì letterari di Paul Fort erano frequentati da Alain-Fournier, Jarry, Charles-Louis Philippe, Verhaeren, Carco, Laforgue, Maeterlinck, Jammes, Dorgelès, Jacob, Merrill, Apollinaire... Negli anni '20 entrano in scena Hemingway (che vi scrisse una parte de "Il Sole sorge ancora". Una targa d'ottone, sul bancone, indica dove amava sedersi lo scrittore americano), Dos Passos, Fitzgerald e più tardi Miller.

 

La Coupole, 102 bd du Montparnasse, 14e, M° Vavin, www.flobrasseries.com/coupoleparis

 

E' il più giovane dei locali del carrefour Vavin, essendo stato aperto nel 1927. Ha attirato ben presto gli artisti (Kisling, De Chirico, Man Ray, Picasso, ecc.), dei personaggi vicini al Surrealismo (Desnos, Artaud...) e dei russi (Prokofiev, Ehrenburg, Eisenstein, Maiakovski...). Il 6 novembre 1928 vi si incontrarono per la prima volta Elsa Triolet e Louis Aragon.

 

Qualche tempo dopo è stato frequentato da Anaïs Nin, Miller, Durrell e Samuel Beckett, seguiti da Sartre e Beauvoir. Quest'ultima vi ambientò parti del suo romanzo "L'invitée".

 

La Rotonde, 105 bd du Montparnasse, 6e, M° Vavin, www.rotondemontparnasse.com

 

Al pari del vicino Le Dôme, è stato lanciato nel 1913 da Apollinaire e dai collaboratori della rivista da lui diretta, "Les Soirées de Paris". Tutti loro, artisti e poeti, si ritrovavano al Dôme e alla Rotonde (inaugurata nel 1910) dopo le riunioni della rivista, calorosamente accolti da Victor Libion, proprietario del locale fino al 1918.

 

Anche Cendrars e Modigliani sono stati degli habitué della Rotonde, frequentata occasionalmente da Lenin, Trotski ed Ehrenburg.

 

La Rotonde è stata ristrutturata nel 1958, perdendo l'aspetto che aveva prima della guerra.

 

Le Dôme, 108 bd du Montparnasse, 14e, M° Vavin

 

Ha aperto le sue porte nel 1897, in un quartiere allora sospeso tra città e campagna.

 

Modernizzato nel 1923, ha accolto i Pound, Fitzgerald, Hemingway, ecc.

 

E' stato uno dei locali preferiti di Simone de Beauvoir, dapprima quando studiava alla Sorbona ed alla Biblioteca Nazionale (la Beauvoir aveva visto la luce nell'edificio di fronte, quello sopra la Rotonde, nel 1908), poi, a partire dal 1929, con Sartre. Quando, nel 1936, aveva cominciato ad insegnare al Liceo Molière, il Dôme continuava ad essere il suo antro. Le piaceva lavorare sui divanetti in fondo al bar.

 

Le Sélect, 99 bd du Montparnasse, 6e, M° Vavin

 

E' stato inaugurato nel 1924. Il fatto di restare aperto tutta la notte ha attirato folle di scrittori americani... e non solo!

 

Hart Crane fu arrestato per avervi preso a pugni un cameriere.

 

Il Sélect ha saputo conservare l'ambiente ovattato e lo spirito di un tempo.

 

Le Falstaff, 42 rue du Montparnasse, 14e, M° Edgar-Quinet/Vavin

 

Era il bar preferito di Samuel Beckett, Kiki, Man Ray, Fitzgerald ed Hemingway. Quest'ultimo, una sera degli anni Venti, vi disputò un incontro di boxe con Callaghan, scrittore-pugile canadese. Fece da arbitro Fitzgerald che, ubriaco, dimenticò di segnalare la fine del combattimento.

 

Il Falstaff è citato nelle "Mémoires d'une jeune fille rangée" di Simone de Beauvoir.

 

Le Dingo (nome attuale Auberge de Venise), 10 rue Delambre, 14e, M° Edgar-Quinet

 

Uno dei locali più frequentati dagli espatriati nella Parigi degli anni Venti. Hemingway vi incontrò per la prima volta Fitzgerald.

 

Le Flore, 172 bd Saint-Germain-des-Prés, 6e, M° Saint-Germain-des-Prés, www.cafe-de-flore.com

 

E' stato aperto nel 1870. Apollinaire, che abitava nelle vicinanze, vi invitava i suoi amici nel 1917, tutti i martedì alle 18. Nel 1912, Le Flore era la sede della redazione della sua rivista, "Les Soirées de Paris".

 

E' stato frequentato da Jacob, Cocteau, Léautaud, Carco, dai surrealisti, da Prévert, Huysmans, Artaud, Cendrars, Reverdy, Sartre, Beauvoir, Vian, Genet.

 

Durante la guerra, la de Beauvoir trascorreva parecchie ore al giorno al primo piano del Flore, che aveva il vantaggio di essere riscaldato meglio della sua stanza... che non lo era affatto!

 

Brasserie Lipp, 151 Bd Saint-Germain-des-Prés, 6e, M° Saint-Germain-des-Prés, www.groupe-bertrand.com/lipp.php

 

L'alsaziano Léonard Lipp aprì la sua brasserie nel 1880.

 

Un suo ospite celebre fu Léon-Paul Fargue: il padre e lo zio di quest'ultimo decorarono l'interno del locale con ceramiche e mosaici nel 1914.

 

Jarry, Valéry, Hemingway, Saint-Exupéry, Tzara, Desnos e Queneau amavano questo posto più intimo dei Deux Magots o del Flore.

 

Les Deux Magots, 6 place Saint-Germain-des-Prés, 6e, M° Saint-Germain-des-Prés, www.lesdeuxmagots.fr

 

Durante la guerra, allorché Sartre era prigioniero, Simone de Beauvoir trascorreva molto tempo ai Deux Magots, quando non c'era più posto al Flore, da sola, a leggere o a scrivere il suo diario. Il suo posto preferito è segnalato da una targa.

 

Prima e dopo Simone, gli habitué famosi di questo locale sono stati Huysmans, Giraudoux, i surrealisti, Camus, Faulkner...

 

Le Procope, 13 rue de l'Ancienne Comédie, 6e, M° Odéon, www.procope.com

 

E' il più antico dei caffè parigini, aperto nel 1684.

 

Perché in rue de l'Ancienne Comédie? Perché, cinque anni più tardi, di fronte al Procope, si sarebbe stabilita la Comédie-Française, prima di trasferirsi al Palais-Royal.

 

Alcuni dei suoi avventori nel corso dei secoli: Voltaire, l'abate Prévost, Diderot e d'Alembert che vi hanno fatto nascere l'Enciclopedia, Montesquieu, Danton e Robespierre, Hugo, Nerval, Verlaine, Wilde, ecc.

 

E' stato poi abbandonato a favore del Flore e dei Deux Magots, per poi ritrovare, a partire dagli anni Cinquanta, il suo stile, il suo fascino, la sua clientela.

 

Le Lutétia, 45 bd Raspail, 6e, M° Sèvres-Babylone, www.lutetia-paris.com

 

La lista dei suoi clienti è all'altezza del prestigio dell'omonimo Hôtel: Joyce, Rilke, Cocteau, Kessel, Gide, Heinrich e Klaus Mann, Cohen, Sagan...

 

Le Café de la Mairie, 8 place Saint-Sulpice, 6e, M° Saint-Sulpice

 

E' stato frequentato da scrittori del calibro di Saul Bellow, William Faulkner e Djuna Barnes, nonché di Georges Perec. Quest'ultimo, dal 18 al 20 ottobre 1974, vi ha sostato ad ore diverse ed annotato tutto ciò che osservava, in attesa del momento in cui non ci sarebbe stato più nulla da dire. Tali osservazioni hanno dato vita al libro "Tentative d'épuisement d'un lieu parisien".

 

Le Café de la Paix, Hôtel Intercontinental, 12 bd des Capucines (Place de l'Opéra), 9e, M° Opéra, www.cafedelapaix.fr

 

Oltre a Proust, che abitava lì vicino, vi venivano Maupassant, Oscar Wilde, Gide e Zola.

 

Hemingway e la moglie, nel corso del loro primo soggiorno parigino nel dicembre 1921, vi fecero una brutta esperienza. Non avendo abbastanza denaro per pagare il conto del ristorante, Ernest dovette tornare di gran carriera all'Hôtel Jacob et d'Angleterre a prendere la cifra mancante, mentre Hadley rimase ad aspettarlo, un po' imbarazzata, al bar...

 

Hemingway ha citato il Café de la Paix nel suo romanzo "Il sole sorge ancora".

 

Harry's New York Bar, 5 rue Daunou, 2e, M° Opéra, www.harrys-bar.fr

 

L'Harry's Bar, aperto nel 1911, ha visto i suoi affari prosperare quando, nel '23, lo rilevò Harry MacElhone.

 

Vi si sono seduti Fitzgerald, Sartre, Beauvoir, Prévert, Blondin.

 

Lapérouse, 51 quai des Grands-Augustins, 6e, M° Saint-Michel, www.laperouse.fr

 

Questo non è un caffè ma un ristorante ed è stato frequentato da scrittori del calibro di Dumas, Hugo, Zola, Maupassant, Proust, Romains e Simenon.