F.A.Q Parigine - versione 3.0


La Parigi dei poeti romantici: i quartieri de La Nuova Atene e di Saint-Georges

 

Punto di partenza: M° Notre-Dame-de-Lorette

 

 

La costruzione della chiesa di Notre-Dame-de-Lorette, nello stile di un tempio romano, è stata decisa dall'arcivescovo di Parigi nel 1822. L'omonima via è sua contemporanea: nel 1824, la società Dosne ottiene l'autorizzazione a creare una strada che avrebbe collegato la rue de La Rochefoucauld con la rue de la Croix-des-Trois-Percherons. I lavori terminano un anno prima della consacrazione della chiesa, nel 1835.

 

Prendete la rue Saint-Lazare, di cui noterete la grande omogeneità architettonica. I suoi edifici sono caratteristici degli anni '30 dell'Ottocento. Al no. 16, l'entrata dell'attuale sinagoga dava, nel Settecento, sul giardino Ruggieri, il primo giardino pubblico aperto a Parigi, nel 1776. I Parigini vi venivano a bere, a ballare e ad ammirare i fuochi d'artificio inventati dai fratelli Ruggieri. Il giardino chiuse i battenti quando venne aperta la rue Notre-Dame-de-Lorette, ma il negozio di fuochi d'artificio Ruggieri esiste tuttora, all'angolo con rue Laferrière.

 

Un po' più in là, oltrepassata rue Saint-Georges, sul marciapiede di sinistra, al no. 27, la vostra attenzione verrà attirata da un bassorilievo raffigurante un giovane col cappello piumato, che orna la facciata di un hôtel particulier costruito intorno al 1865. Si riesce appena a indovinarne il cortile, senza poter scorgere né la fontana né la facciata interna in stile rinascimentale. Vi hanno abitato il disegnatore Gavarni (1804-1866) e l'attrice Marie Dorval (1798-1849), amica intima di Alfred de Vigny. E' ora occupato da una sezione del Ministero dell'Istruzione Pubblica.

 

Girate a destra in rue Taitbout. Al no. 80, quasi all'angolo con rue Saint-Lazare, entrare nello square d'Orléans (attenzione: lo square rimane chiuso nei fine settimana). Superato il portico a volta, prendete il secondo passaggio sulla sinistra. Eccovi arrivati nel cuore dello square d'Orléans, realizzato nel 1829 dall'architetto inglese Edward Cresy, che si è ispirato allo stile monumentale di John Nash. Al no. 2 risiedeva Alexandre Dumas, alle cui serate musicali venivano invitati, tra gli altri, Berlioz, Rossini e Liszt. George Sand traslocò nel 1842 al no. 5 e Chopin al no. 9. Abitò qui anche la grande danzatrice Maria Taglioni. In questo luogo fuori dal tempo, sembra che nulla sia cambiato da allora...

 

Tornate in rue Saint-Lazare dove, al no. 56, se il portone è aperto, non esitate a penetrare nel lungo cortile lastricato che conduce a un piccolo hôtel particulier, oggi sede della Fédération nationale des gîtes de France. Si tratta dell'ingresso secondario dell'hôtel de Bougainville (ingresso principale al no. 1 di rue de la Tour-des-Dames), dove si trasferirono, nel 1828, i pittori Carle e Horace Vernet, padre e figlio. Furono fra i primi artisti a stabilirsi nel quartiere della Nuova Atene, con Mademoiselle Mars, l'attrice drammatica. L'edificio dai toni pastello al no. 58 era occupato, negli stessi anni, da Paul Delaroche, pittore accademico e docente alle Belle Arti.

 

Voltate a destra in rue Blanche, poi nuovamente a destra in rue de la Tour-des-Dames. Quest'ultima via sfoggia palazzi neo-classici, uno più bello dell'altro, progettati da architetti diversi ma nel medesimo periodo, gli anni Venti dell'Ottocento.

 

Nei giorni feriali, gli avvocati del no. 4 lasciano spalancato il cancello del loro hôtel particulier del 1822, permettendoci così di ammirare la sontuosa serra che dà sul giardino e i medaglioni di mosaico blu, sul lato sinistro.

 

I nomi di tre attori di successo sono legati a questa strada: Talma, figlio di un cocchiere, che intorno al 1820 si fece costruire dall'architetto Charles Lelong un hôtel particulier al no. 9 e fece decorare la sala da pranzo da Delacroix. Al no. 3 Mademoiselle Rafin, detta Duchesnois, acquistò nel 1822 un palazzo progettato dall'architetto Constantin, uno dei promotori più attivi della Nuova Atene. Nel 1824, un'altra attrice famosa, Mademoiselle Mars, prima donna del Théâtre Français, si fece a sua volta costruire dallo stesso Constantin un hôtel particulier al no. 1, all'angolo con rue de La Rochefoucauld, da dove potrete osservare la facciata sul giardino. La banca che ora occupa il palazzo vi lascerà entrare volentieri, per poter ammirare le boiseries e le pitture della "galleria". Alzando la testa, noterete la vetrata con incise le iniziali C e W. La principessa di Wagram possedeva infatti quest'edificio nel 1844.

 

Al no. 14 di rue de La Rochefoucauld, Gustave Moreau (1826-1898) creò nel 1895 un "atelier-museo" dove presentare le sue opere. Tutto è rimasto come allora, www.musee-moreau.fr

Intorno al 1860, Alexandre Cabanel, professore alle Belle Arti e "grand prix de Rome" nel 1845, elesse domicilio al no. 17. Contava, fra i vicini, i compositori Halévy e Charles Gounod, il pittore dell'"Angélus", Jean-François Millet, ed Émile Gaboriau, il padre del romanzo poliziesco. Al no. 21 abitò Henri Monnier, disegnatore e letterato.

 

Risalite lungo rue de La Rochefoucauld e prendete a destra rue d'Aumale. Dal quartiere della Nuova Atene si passa qui a quello di Saint-Georges.

 

Piacevole e tranquilla, rue d'Aumale è stata creata nel 1846 nei giardini di un hôtel particulier. Spingete il portone del no. 18: vi troverete in un cortile lastricato all'antica, con una bella pensilina a proteggere i tre ingressi. Su di un lato si aprono le porte delle scuderie... Se non fosse per le auto posteggiate, ci si crederebbe ancora alla fine dell'Ottocento. Il no. 15 è sormontato da un vasto atelier.

 

Tornate in rue de La Rochefoucauld e proseguite fino a rue La Bruyère, che prenderete sulla destra. Nel 1872, Paul Gauguin abitò al no. 15. Al no. 8, dal 1838 al 1840, risiedette la scrittrice Marceline Desbordes-Valmore, mentre un'altra letterata e amica di Flaubert, Louise Colet, visse al no. 1.

 

Per osservare meglio gli atelier dal no. 7 al no. 1, risalite la via sul lato dei numeri pari. Presentano le caratteristiche tipiche degli atelier di fine Ottocento, con grandi vetrate esposte a nord (così da essere inondati da una luce bianca che non cambia mai durante il corso della giornata), mentre la parte abitabile occupa il mezzanino o una galleria alta. Il più bello è senz'altro quello al no. 1, dove ha sede la fondazione Taylor, un'associazione di artisti che espone alcune opere.

 

Girate a destra in rue Notre-Dame-de-Lorette. Lo square Alex-Biscarre è un ottimo posto dove riposarvi un po' (la camminata è ancora lunga!), con i suoi abeti, una vecchia pensilina, molti uccellini, i giochi per i bambini... Da questa piccola oasi, godrete non solo di una bella vista sul retro dell'hôtel de Thiers, ma avrete anche il piacere di scoprire i giardini dei palazzi di rue La Bruyère.

 

Svoltate a destra in rue Notre-Dame-de-Lorette. La place Saint-Georges emana un fascino che vi apparirà subito evidente. Al no. 27 si erge il già citato hôtel de Thiers, che ospita la biblioteca omonima (l'edificio fa un'apparizione-lampo in uno spot dei Ferrero Rochers con Juliette Binoche). Il palazzo in stile gotico-rinascimentale, al no. 28, lo dobbiamo all'architetto Édouard Renaud. Le statue nelle nicchie a forma di conchiglia al primo piano rappresentano la Saggezza e l'Abbondanza. Al secondo piano, due medaglioni racchiudono busti di Diana e Apollo. La fama di questo palazzo è soprattutto legata a un'avventuriera che abitava al piano terra, Pauline Thérèse (nata Esther) Lachmann, tinyurl.com/6yac4mw, che sposò un aristocratico portoghese ricchissimo ma oberato dai debiti di gioco. Diventò così "la Païva", regina della mondanità nella Parigi del Secondo Impero. Lasciò la place Saint-Georges per l'hôtel particulier che si fece costruire al no. 25 degli Champs-Élysées (attuale sede del Travellers' Club e visitabile solo in occasione di visite guidate o se invitati da un socio).

 

Il monumento al centro della piazza è dedicato al disegnatore Gavarni.

 

Percorrete per qualche metro rue Saint-Georges. Superati l'omonimo teatro (immortalato nel film di Truffaut, "Dernier Métro") e la sua facciata "en trompe-l'oeil", si susseguono negozi di antiquariato e ristoranti.

 

Tornate in place Saint-Georges, risalite rue Notre-Dame-de-Lorette e prendete subito a destra rue Henri-Monnier, intitolata allo scrittore e caricaturista vissuto dal 1799 al 1877. Prima del 1905, questa via si chiamava rue Breda e costituiva, insieme a rue Clauzel, il centro del quartiere dove abitavano molte "lorettes", "donnine allegre" dell'epoca romantica. Disegnatore e osservatore della sua epoca, Gavarni dedicò alle lorettes numerosi schizzi fra il 1841 e il 1843, pubblicati dal giornale "Charivari". Erano state soprannominate così per il fatto di abitare quasi tutte dietro la chiesa di Notre-Dame-de-Lorette...

 

Fermatevi un attimo in place Gustave-Toudouze, assai accogliente, con la sua fontana Wallace, la sua colonna Morris e i suoi ristoranti indiani.

 

Prendete, a destra della piazza, rue Clauzel. Al no. 14, una targa ricorda che qui si trovava la bottega di Père Tanguy, che riforniva di colori gli Impressionisti, ottenendone in cambio dei quadri (a posteriori, non male come accordo, no?). Se desiderate vedere che aspetto avesse costui, il Museo Rodin, in rue de Varenne, conserva un suo ritratto, eseguito da Van Gogh alla fine del 1887. Cézanne frequentava regolarmente la bottega di Julien Tanguy, che per molti anni fu l'unico luogo dove si potessero ammirare le sue tele. Anche Renoir e Gauguin furono suoi affezionati clienti.

 

Girate a sinistra in rue des Martyrs dove, in una casetta dietro al no. 49, aveva il suo atelier Géricault (1791-1824), uno dei primi pittori romantici (magnifici i suoi cavalli!) e grande amico di Delacroix, che abitava nei pressi, in rue Notre-Dame-de-Lorette.

 

Risalite lungo rue des Martyrs fino a rue Victor-Massé, che prenderete sulla sinistra. All'angolo delle due vie, place Lino-Ventura è graziosamente illuminata da fanali "all'antica"... nuovi di zecca!

 

Ai giorni nostri strada piena di negozi di chitarre, rue Victor-Massé fu, tra il 1885 e il 1896, la via del celebre "Chat Noir", il cabaret di Rodolphe Salis e della maggior parte degli artisti di Montmartre. Vi si potevano incontrare, fra gli altri, Zola, Alphonse Daudet, oltre a Salis, naturalmente, che dal 1882 gestiva il "Journal du Chat Noir", che avrebbe pubblicato scritti di Mallarmé, Maupassant, Verlaine, Courteline, ecc. Il cabaret era inoltre famoso per gli spettacoli di ombre cinesi ideati da Henri Rivière.

 

Proseguite fino al no. 20. Se la fortuna vi assiste, riuscirete a entrare nell'incredibile cité Malesherbes (che ha un altro ingresso all'altezza di place Lino-Ventura, in rue des Martyrs). Il no. 11 presenta una facciata ricoperta di disegni colorati e smaltati, opera del pittore Jollivet, per il quale è stato costruito questo hôtel particulier.

 

All'angolo con rue Henri-Monnier, l'edificio al no. 27 di rue Victor-Massé sorprende con le sue decorazioni (serpenti, arabeschi e frutti).

 

Continuate fino all'avenue Frochot, tinyurl.com/zh96m65, un angoletto di paradiso... proibito. E' infatti quasi impossibile penetrare in questa strada privata. Ma è incantevole già quel poco che si riesce a intravedere. E' una via tortuosa e piena di verde, fiancheggiata da una quindicina di ville e villette circondate da giardini. Immaginate l'atelier di Toulouse-Lautrec al no. 15, la casa di Auguste e Jean Renoir, quella del compositore Victor Massé o ancora quella di Alexandre Dumas...

 

Dietro la vetrata di ispirazione Art déco, dai toni blu e marroni, che orna la facciata a sinistra di rue Frochot, si trovava nel 1954 il "Théâtre-en-Rond", allestito nei locali di un ex-cabaret cinese e caratterizzato da un palcoscenico perfettamente rotondo, intorno al quale sedevano gli spettatori.

 

In fondo a rue Victor-Massé, prendete a sinistra rue Pigalle, fino all'inizio di rue de La Rochefoucauld. Entrate nel cortile del no. 66, dove si erge l'hôtel de Salm, ornato di colonne neo-classiche. Dal 1871 al 1874, Victor Hugo vi abitò con Juliette Drouet.

 

Ritornate in rue Notre-Dame-de-Lorette e dirigetevi verso sinistra, per andare a vedere il no. 58: Delacroix vi ebbe il suo atelier e la sua abitazione dal 1844 al 1857, prima di trasferirsi in place Furstemberg, nel 6° arr. (dove il suo studio è diventato il Museo Delacroix). L'edificio che vedete non è quello originale. Al no. 56 nacque Gauguin nel 1848 e al no. 49 visse Pissarro nel 1856.

 

Tornate in rue Pigalle a sinistra, poi prendete a destra l'impasse de la Cité-Pigalle. In fondo a destra, una targa ricorda che Vincent Van Gogh trascorse qui, al quarto piano, in casa del fratello Theo, gli ultimi giorni della sua vita, per poi suicidarsi, all'età di 37 anni, il 27 maggio 1890 a Auvers-sur-Oise.

 

Proseguite lungo rue Pigalle, per poi girare a destra in rue La Bruyère. All'angolo tra le due vie, sul marciapiede di sinistra, si trova l'edificio nel quale i pittori Édouard Vuillard (1868-1940) e Pierre Bonnard (1867-1947) hanno fondato, nel 1888, il gruppo dei Nabis.

 

Svoltate in rue Henner. Apollinaire, nomade per eccellenza, una volta innamoratosi della pittrice Marie Laurencin, si stabilì al secondo piano del no. 9. Al pari della maggior parte delle vie del quartiere, questa strada venne aperta nel 1840 con il nome di rue Léonie e assunse, nel 1908, quello attuale, in onore del pittore accademico e "Grand Prix de Rome" nel 1858, che abitava al no. 41 di rue La Bruyère.

 

In fondo a rue Henner si apre la stradina che conduce al Museo della Vita Romantica (16, rue Chaptal), intatto angolo di Ottocento, che custodisce molti ricordi di George Sand. Il giardino d'inverno è a dir poco incantevole! Il museo è aperto tutti i giorni tranne il lunedì, 10-18, tinyurl.com/prdz93v

 

Prendete rue Chaptal verso destra, per poi girare nuovamente a destra in rue Blanche e subito dopo a sinistra in rue Ballu. Non siete più nel quartiere della Nuova Atene, ma pur sempre in un quartiere famigliare ad alcuni artisti, soprannominati "gruppo di Batignolles", immortalati da Fantin-Latour nel celebre quadro "L'Atelier des Batignolles" (Musée d'Orsay): Manet, Renoir, Monet, Bazille, Pissarro, Degas e infine Zola, all'epoca critico d'arte oltre che romanziere. Questi artisti si sarebbero presto trasferiti sulla Butte Montmartre.

 

Rue Ballu è ricca di hôtels particuliers in pietra, cortili, giardini, impasses: una meraviglia! Il no. 23 è sicuramente l'edificio più bello della via, con il suo portone di legno e la balconata Art nouveau. Vi abitò Émile Zola nel 1867.

 

Sulla destra, si apre villa Ballu, un altro piccolo angolo di paradiso. Raggiungete, a destra, un hôtel particulier, attualmente sede della "Compagnie européenne des parfums". In fondo, ancora a destra, appare il minuscolo giardino, con panchina di pietra e fontana, di una casetta di mattoni. Tornate sul vialetto: a destra, dietro un cancello, si erge un elegante hôtel particulier di quattro piani. Dall'altra parte c'è un edificio ornato da una magnifica tettoia e da una scalinata.

 

Tornate in rue Ballu per ammirare le facciate dei nn. 28 e 30.

 

All'incrocio fra rue Ballu e rue de Vintimille, in place Lili-Boulanger, una targa evoca il ricordo delle compositrici Nadia e Lili Boulanger. Quest'ultima è stata la prima donna a ottenere il "Grand Prix de Rome" nel 1918.

 

Prendete a destra rue de Vintimille. Al no. 17, nel 1856 visse il compositore Hector Berlioz, che avrebbe poi traslocato in rue de Calais. Al no. 20 ebbe il suo atelier Claude Monet.

 

All'angolo tra rue de Vintimille e place Adolphe-Max si trova un palazzo sorprendente quanto vasto: il no. 6 presenta una vetrata dalle dimensioni incredibili. Immaginate quelle dell'atelier! Nel Settecento, la piazza faceva parte della "folie" Bouexière, autentico Petit Trianon circondato da un parco. E' oggi occupata da uno square ovale, intitolato al compositore Berlioz, la cui statua emerge dal folto degli alberi.

 

Fate il giro dello square: il no. 10 ha un'aria campagnola, con il suo cortiletto, gli alberi e lo splendido cancello. Al no. 11, nel 1871, visse il pittore Eugène Boudin. La facciata è decorata da tre volti scolpiti. Anche Pierre Bonnard abitò sulla piazza, mentre Vuillard risiedette al no. 26 di rue de Calais.

 

Raggiungete il M° Blanche percorrendo rue de Bruxelles o rue Blanche.

 

 

Ulteriori info sul quartiere della Nuova Atene su www.terresdecrivains.com/article.php3

 

La Biblioteca Polacca di Parigi, sull'Ile Saint-Louis, conserva molti ricordi di Chopin, tinyurl.com/yalfk37

 

La casa di George Sand a Nohant-Vic (Indre), www.maison-george-sand.fr, tinyurl.com/3hgc2xh

 

La casa di George Sand e Alexandre Manceau, "Villa Algira", a Gargilesse-Dampierre (Indre), www.maisondegeorgesand-gargilesse.fr