F.A.Q Parigine - versione 3.0


Parigi occupata, poi liberata! Giugno 1940 - Agosto 1944

 

"Paris

Où fait-il bon même au coeur de l'orage

Où fait-il clair même au coeur de la nuit

L'air est alcool et le malheur courage

Carreaux cassés l'espoir encore y luit

Et les chansons montent des murs détruits

Jamais éteint renaissant de la braise

Perpétuel brûlot de la patrie

Du Point-du-Jour jusqu'au Père-Lachaise

Ce doux rosier au mois d'août refleuri

Gens de partout c'est le sang de Paris

Rien n'a l'éclat de Paris dans la poudre

Rien n'est si pur que son front d'insurgé

Rien n'est ni fort ni le feu ni la foudre

Que mon Paris défiant les dangers

Rien n'est si beau que ce Paris que j'ai

Rien ne m'a fait jamais battre le coeur

Rien ne m'a fait ainsi rire et pleurer

Comme ce cri de mon peuple vainqueur

Rien n'est si grand qu'un linceul déchiré

Paris Paris soi-même libéré"

 

Louis Aragon, 1944

 

 

 

Punto di partenza: M° Tuileries

 

 

Usciti dal métro, attraversate rue de Rivoli e dirigetevi verso place de la Concorde.

 

Fin dal primo giorno dell'Occupazione, le autorità tedesche requisirono la maggior parte dei grandi alberghi parigini, stabilendovi i propri uffici. I proprietari vennero pagati grazie alle indennità d'occupazione versate dal governo francese. Quasi tutti questi alberghi si trovavano (e si trovano tuttora) sulla riva destra, nei quartieri dell'Étoile, della Concorde, della Madeleine e dell'Opéra.

 

Rue de Rivoli, con i suoi grandi alberghi, diventò ben presto uno dei punti nevralgici della città occupata, pavesata di bandiere con la svastica e piena di sentinelle. Restano molte sue foto di quell'epoca.

 

E' al sontuoso hôtel Meurice (228 rue de Rivoli) che risiedettero i diversi governatori militari tedeschi, fra i quali il generale von Choltitz.

 

L'attacco al Meurice, sferrato dalla Seconda Divisione Blindata del generale Leclerc il 25 agosto 1944, è stato immortalato dal film di René Clément, "Parigi brucia?".

 

Mentre le truppe francesi, guidate dai tenenti Karcher e Franjoux, riconquistavano il Meurice, cadeva anche la Kommandantur di place de l'Opéra.

 

Il generale von Choltitz venne condotto in Questura, sull'île de la Cité, per firmare la resa. Oltre all'ordine di cessate il fuoco, firmò anche un modulo di dichiarazione smarrimento bagagli, per poter riavere i propri bauli andati smarriti durante la presa dell'albergo!

 

Di tutti questi avvenimenti, rimane un'unica traccia: un proiettile alleato è incastrato in una delle decorazioni della hall. E' a sinistra, nell'ovale con due levrieri ai lati.

 

Girate a destra in rue de Castiglione. Al no. 3, l'hôtel Inter-Continental all'epoca si chiamava semplicemente Continental. Con le sue 400 camere e 25 suites, era uno dei luoghi ideali per il governo militare tedesco. Una galleria sotterranea lo collegava al Meurice.

 

Tornate in rue de Rivoli e proseguite sotto i portici a destra.

 

Al no. 248, la libreria inglese WHSmith, aperta nel 1903, fu trasformata nella Frontbuchhandlung, libreria tedesca.

 

All'altezza del no. 258 di rue de Rivoli si trova l'hôtel Talleyrand (in questo caso, per "hôtel" si intende una residenza privata, non un albergo), sede del consolato USA (ingresso al no. 2 rue Saint-Florentin), anch'esso occupato dai Tedeschi. Una targa ricorda che il Piano Marshall, "contro la fame, la povertà, la disperazione e il caos", fu elaborato in questo edificio, tra il 1947 e il 1952.

 

Attraversate rue de Rivoli e raggiungete uno degli ingressi del giardino delle Tuileries.

 

Le dieci targhe che vi si trovano, allineate una accanto all'altra, sono intimamente legate alla liberazione di Parigi. Commemorano, infatti, altrettanti uomini e donne - uno studente, un'infermiera, un sergente, un soldato di Seconda Classe, un partigiano e così via - morti il 25 agosto 1944 negli scontri di place de la Concorde.

 

Osservate la statua del leone vicino a voi sulla destra. Non vi sfuggiranno i fori nel piedistallo. Quel 25 agosto fatidico, la scultura fu sbalzata dal suo piedistallo da un colpo di mortaio! Il leone è poi stato rimesso al suo posto, con i buchi nella pietra a testimoniare per sempre ciò che accadde quel lontano giorno dell'estate del '44...

 

I ricordi legati al Jeu de Paume sono invece sfumati più rapidamente. Quanti turisti (e quanti Parigini) sanno che furono ammassate qui le numerosissime opere d'arte razziate su ordine di Goering e provenienti dalle grandi collezioni pubbliche e private francesi, in primis quelle appartenenti a famiglie ebree?

 

Siete ormai arrivati in place de la Concorde.

 

All'alba del 14 giugno 1940, la 18a Armata tedesca entrò trionfalmente a Parigi, dichiarata "città aperta". Le truppe tedesche sfilarono lungo le principali arterie cittadine, innanzitutto sugli Champs-Elysées fino alla Concorde. Gli abitanti che non avevano lasciato la città li osservarono in silenzio e per tutta l'Occupazione la maggior parte di loro farà del suo meglio per ignorare i militari tedeschi, come se non fossero esistiti.

 

Il 26 agosto 1944 questa stessa piazza fu invasa da una folla in delirio, accorsa a dare il benvenuto al generale de Gaulle e ai suoi soldati, che avevano iniziato la loro trionfale sfilata all'Étoile.

 

Sulla riva opposta della Senna, fu occupato anche il Palais-Bourbon, sede dell'Assemblea Nazionale. La Camera dei Deputati divenne il quartier generale dell'Amministrazione civile tedesca. L'edificio, come molti altri, fu spesso ricoperto di manifesti e di "V" tracciate con la vernice, in particolar modo nel luglio del 1941. Queste "V" per "Vittoria" erano una forma di resistenza già ben organizzata, poiché le "giornate delle V" venivano ordinate ai Parigini dalla BBC, la radio britannica dalla quale trasmetteva de Gaulle.

 

Dopo un breve periodo al Crillon, il generale von Stutnitz, comandante delle truppe tedesche di stanza a Parigi, si trasferì, nel giugno 1940, al Ministero della Marina. Si vedono ancora le tracce lasciate dai proiettili sul muro che dà su rue Saint-Florentin.

 

La bandiera del Terzo Reich sventolò sul tetto dell'hôtel de Crillon fin dai primi giorni dell'Occupazione. Gli uffici del governo militare vennero sistemati al secondo piano. Il Crillon sarà fra le ultime "cittadelle" tedesche ad arrendersi. Il 25 agosto 1944 esplosero le ultime salve da place de la Concorde. Ci fu qualche scontro, i cornicioni vennero sfiorati dai proiettili. L'unica "vittima" fu la quinta colonna corinzia dell'albergo, distrutta da un colpo di mortaio.

 

Risalite rue Boissy-d'Anglas, lungo il lato sinistro del Crillon, poi entrate, sulla destra, all'altezza del no. 8 bis rue Boissy-d'Anglas, nella galerie Royale. Quest'ultima sfocia nell'omonima via, che prenderete verso sinistra fino a rue du Faubourg-Saint-Honoré, dove svolterete a destra.

 

Il no. 9, oggi la boutique "Façonnable", era allora un Soldatenkaffee, un bar riservato ai soldati della Wehrmacht.

 

Fin dal suo arrivo, la Wehrmacht requisì alcuni cinema, quali il "Rex" del boulevard Poissonnière o il "Marignan-Pathé" sugli Champs-Elysées, dei teatri, come l'"Empire", dei caffè, ad esempio quello della place Blanche a Montmartre, dei ristoranti, come "Ledoyen", sempre sugli Champs-Elysées, cabaret e case chiuse.

 

Il magnifico palazzo al no. 33 fu riservato agli ufficiali. Il maresciallo Foch ne aveva fatto il Circolo dell'Unione Interalleata, affinché accogliesse gli ufficiali alleati di passaggio a Parigi durante la Prima Guerra Mondiale. Ironia della sorte, furono i Tedeschi a prenderne possesso durante la Seconda...

 

Le sale del Circolo si affacciano tuttora su di un immenso giardino, vestigia, insieme al bois de Boulogne, dell'antica foresta di Rouvray, che si estendeva da Chartres fino a Parigi.

 

Proseguite sempre dritto fino a place Beauvau. Su questa piazza ha sede, dal 1861, il Ministero degli Interni, in un palazzo settecentesco dall'elegante cancellata. Anche questo Ministero venne occupato fin dal giugno 1940. Il famigerato collaborazionista Maurice Papon lavorò qui dalla fine del 1940 al maggio 1942.

 

La cour des Saussaies, all'interno del ministero, è stata ribattezzata, alla fine della guerra, cour Pierre-Brossolette, in onore del partigiano "Brumaire". Per molto tempo si ritenne che l'uomo vi si fosse tolto la vita il 22 marzo 1944. In realtà, egli si era gettato da una finestra del comando della Gestapo, ai nn. 84-86 avenue Foch, nel 16° arr., per non rischiare di parlare sotto tortura.

 

Dalla parte opposta di place Beauvau ha inizio avenue de Marigny. Al no. 23 abitò Goering.

 

Percorrete, sulla destra, rue des Saussaies fino all'omonima piazza, dove prenderete rue de la Ville-l'Évêque, a destra, e poi, a sinistra, rue d'Astorg.

 

Ai nn. 25-27 si trovava il Quartier-mastro Ovest tedesco. L'edificio ha un aspetto del tutto anodino, ma se chiederete ai gentili gestori del "garage d'Astorg" di poter entrare, vi scoprirete delle scritte in tedesco, risalenti agli anni dell'Occupazione, quando nell'autorimessa venivano riparati e custoditi i veicoli leggeri dello Stato Maggiore tedesco.

 

Prendete a destra rue Lavoisier, di fronte al garage. Attraversate quindi boulevard Malesherbes. In fondo a rue Lavoisier si erge la Cappella Espiatoria, dove furono sepolti Luigi XVI e Maria Antonietta all'indomani della restaurazione della monarchia (i loro resti furono poi traslati a Saint-Denis), con il relativo square (giardino pubblico). E' un ottimo posto dove riposarsi un po'!

 

Prendete a destra rue d'Anjou verso boulevard Malesherbes.

 

Realizzato nel 1927 per la Banca Coloniale, il palazzo all'angolo fra il no. 51 di rue d'Anjou e rue des Mathurins divenne, durante l'Occupazione, la sede delle Poste della Wehrmacht. I balconi sono sostenuti da belle sculture rappresentanti grifoni e draghi alati. Una piccola curiosità: il no. 51 affianca il 39. Che cosa è accaduto ai numeri intermedi?

 

Al no. 35, una targa ricorda la morte di Jean-Roger Debrais, tenente dei franchi-tiratori e partigiani francesi, ucciso da poliziotti suoi connazionali della Brigata speciale al servizio del nemico, il 14 dicembre 1943, a soli vent'anni.

 

Continuate lungo rue d'Anjou fino al boulevard Malesherbes, per poi svoltare in rue Chauveau-Lagarde, la prima via sulla sinistra. Passate davanti alla Madeleine e prendete rue de Sèze.

 

Girate poi a sinistra in boulevard des Capucines. L'imponente edificio al no. 43, all'angolo con rue des Capucines, attuale sede del Crédit Foncier de France, servì allora da banca per il Reich, la Reichskreditkasse.

 

Al no. 12 la boutique "Old England" ospitava la cassa delle uniformi dell'esercito tedesco, la Heereskleiderkasse.

 

Place de l'Opéra fu una delle piazzeforti degli occupanti. La Kommandantur si trovava al no. 2, in un palazzo ora di proprietà della Banque Nationale de Paris (BNP), all'angolo con rue du 4-Septembre.

 

Anche la presa dell'Opéra ebbe luogo il 25 agosto 1944, quasi senza incontrare resistenza. Il fotografo Pierre Vals filmò i combattimenti, durati circa 30 minuti. Alle 14 i carri armati di Leclerc e i partigiani si trovavano in rue du 4-Septembre e in avenue de l'Opéra. I primi colpi sparati incendiarono un'auto tedesca. I giovani della difesa passiva accorsero in soccorso ai feriti, sia tedeschi che francesi. In mezzo al fumo della battaglia, un gruppetto di Tedeschi uscì dalla Kommandantur, sventolando una bandiera bianca confezionata con un asciugamano e un manico di scopa. Soldati della Seconda Divisione Blindata li scortarono in rue Daunou, dove stazionava un loro distaccamento. Gli spettatori, che si erano messi al riparo, incominciarono a venir fuori dal teatro. Alle 14.30 la battaglia dell'Opéra era già finita e 200 militari tedeschi presero la strada dei campi di prigionia alleati.

 

I Parigini cominciarono subito a staccare i segnali stradali tedeschi, come quello che indicava la Platzkommandantur, e la piazza venne invasa da una folla festante.

 

Percorrete avenue de l'Opéra fino a place Vendôme, prendete a destra rue Louis-le-Grand e poi ancora a destra rue Danielle-Casanova. Questa via è intitolata a una partigiana comunista, Vincentella Parini, detta "Danielle Casanova". Arrestata dalla polizia di Pétain il 15 febbraio 1942 e deportata in Germania, vi morì nel gennaio del 1943.

 

In fondo a rue Danielle-Casanova, a sinistra, rue de la Paix sfocia in place Vendôme.

 

Al no. 15, il Ritz accolse molte personalità tedesche durante l'Occupazione, fra le quali la vedova di Wagner, Winifred, e Herbert von Karajan, agli inizi della carriera di direttore d'orchestra, venuto a dirigere all'Opéra il "Tristano e Isotta", messo in scena dall'Opera di Berlino.

 

Ai nn. 11-13 si trova tuttora il Ministero di Grazia e Giustizia. Durante l'Occupazione, fu incaricato dal governo di Vichy della repressione degli oppositori dello Stato francese, instaurando una giurisdizione d'eccezione.

 

Sul lato opposto della piazza, al no. 8, nel 1940 aveva gli uffici la Société familiale d'assurance che, a partire dall'agosto di quell'anno, servì da copertura a una delle prime reti della Resistenza, la rete Saint-Jacques. Dietro a questo nome si nascondevano il capitano Duclos, incaricato d'informare la Francia Libera, e il comandante Vérines, a capo del 3° battaglione della guardia repubblicana. Nel giugno 1941 venne loro tesa un'imboscata, in seguito a una delazione. La bandiera della Saint-Jacques e ricordi di Vérines sono esposti nel salone d'onore della guardia repubblicana, in boulevard Henri-IV (M° Sully-Morland). Dal 1947 la caserma "Principe Eugenio", in place de la République, ha preso il nome "Vérines".

 

Fine della passeggiata: M° Tuileries, che si raggiunge percorrendo rue de Castiglione e rue de Rivoli verso sinistra.

 

Al di fuori di questo itinerario, vi segnalo due monumenti altamente significativi, legati ai terribili avvenimenti di quegli anni: il Memoriale della Shoah, nel Marais, e il Memoriale dei Martiri della Deportazione, sull'Ile de la Cité.

 

www.memorial-cdjc.org

tinyurl.com/cguzed8, tinyurl.com/3owsckb

 

Altri siti utili:

 

Musée de l'Ordre de la Libération

www.ordredelaliberation.fr/fr_doc/musee.html

 

Mémorial du Maréchal Leclerc de Hauteclocque et de la Libération de Paris/Musée Jean Moulin

museesleclercmoulin.paris.fr

 

Foto della liberazione di Parigi, tinyurl.com/dxkxm6z

 

"Le 8 mai et la Seconde Guerre Mondiale à Paris: historique, lieux et monuments", tinyurl.com/bqbvxqm