F.A.Q Parigine - versione 3.0


Dal pont d'Iéna al pont d'Austerlitz (6,5 km., dal 16° al 5° arr.)

 

Partenza: pont d'Iéna (M° Bir-Hakeim, RER Champ-de-Mars)

 

 

Prima di scendere lungo la Senna, potete contemplare una delle più affascinanti prospettive della città, dal Palazzo di Chaillot all'Ecole Militaire, passando per i giardini del Trocadero ed il Champ de Mars incorniciato dai piloni della torre Eiffel.

 

Raggiungete il quai Rive-Droite, al livello della place de Varsovie e passate sotto il pont d'Iéna (1808-1813, le aquile imperiali sono opera di Barye), in direzione della passerella Debilly, vestigia dell'Esposizione Universale del 1900.

 

Seguite il port Debilly (sull'altra riva si trova il port de la Bourdonnais). Giunti alla passerella Debilly, risalite fino all'avenue de New York, percorrendola per un breve tratto, fino al pont de l'Alma. Camminando lungo l'avenue de New York, noterete il retro del Museo d'Arte Moderna del Palais de Tokyo, costruito per l'Esposizione del 1937, in uno stile classico e spoglio che ricorda quello del Palais de Chaillot. Una via vicina si chiama rue de la Manufacture. Il perché di questo nome è presto detto: Luigi XIII vi aveva fatto installare una fabbrica di tappeti (manufacture de tapis).

 

Al di sopra della voie Georges Pompidou, che passa sotto il pont de l'Alma, si trova una replica della fiamma della Statua della Libertà, offerta nel 1989, in occasione del bicentenario della Rivoluzione francese, alla città di Parigi dal quotidiano International Herald Tribune (che ha la sua sede a Neuilly-sur-Seine). La fiamma, per un certo periodo, era diventata una sorta di memoriale in onore della principessa Diana, morta, insieme al suo compagno ed al loro autista, sotto il tunnel de l'Alma il 31 agosto 1997.

 

Superate il pont de l'Alma rimanendo sulla riva destra. Vi trovate ora al port de la Conférence, nome che evoca i colloqui che si tennero a Suresnes nel 1593, fra gli esponenti della Lega ed i sostenitori di Enrico IV.

 

Al di là del pont de l'Alma, sulla riva sinistra (quai d'Orsay, reso famoso dal Ministero degli Affari Esteri), si vede il campanile della Chiesa Americana di Parigi, www.acparis.org, costruita tra il 1927 ed il 1931, in stile neo-gotico, dagli architetti Greenough, Cram e Ferguson. E' la parrocchia protestante della comunità statunitense parigina. La domenica pomeriggio vi si tengono regolarmente concerti di alto livello (v. Pariscope e L'Officiel des Spectacles).

 

Sotto il ponte c'è la celebre statua dello Zuavo (v. "Curiosità"), alto sei metri, che serve da misurazione ufficiosa delle piene della Senna. Nel 1910, dalle acque vorticose emergeva solo la sua testa! L'attuale ponte risale al 1974 e delle quattro statue che lo ornavano in origine, solo quella dello Zuavo è tornata al suo posto.

 

Proseguite sul port de la Conférence e passate sotto il pont des Invalides. E' da qui che partono i battelli della Compagnie des Bateaux-Mouches. L'espressione “bateau-mouche” è dovuta al fatto che questi battelli venivano costruiti nel quartiere della Mouche, a Lione.

 

Il pont des Invalides è stato costruito per l'Esposizione Universale del 1855 ed ampliato nel 1956.

 

Se volete fare una piccola sosta, potete approfittare delle panchine disposte tra questo ponte e quello intitolato ad Alessandro III e godervi questo meraviglioso paesaggio fatto di cielo, di verde, di pietra e d'acqua!

 

N.B.: Estate 2005, di panchine ne sono rimaste solo due o tre, tristemente soffocate dalle auto parcheggiate tutt'attorno...

 

Proseguite poi fino al pont Alexandre III, considerato il più bello di Parigi. E' stato costruito in soli due anni, per l'Esposizione Universale del 1900, contemporaneamente al Grand e al Petit Palais. Celebra l'amicizia franco-russa, in occasione della visita nella Ville Lumière dello zar Alessandro III. Un recente restauro lo ha riportato allo splendore originale.

 

Continuate fino al pont de la Concorde, dal quale si scorge la facciata principale dell'Assemblée Nationale (camera dei deputati). Fu Napoleone I a sceglierne lo stile da tempio greco, per fare da pendant alla chiesa della Madeleine, in fondo alla rue Royale.

 

Una volta superato il pont de la Concorde, il quai Anatole France presenta la sua notevole ecletticità stilistica, dagli imponenti edifici Art nouveau, agli aristocratici hôtel particulier coi loro curatissimi giardini della rue de Lille, al suggestivo hôtel de Salm, dalla rotonda scandita da colonne corinzie, la cupola di rame e le numerose statue. Dal 1918, ospita il museo della Legion d'Onore, www.musee-legiondhonneur.fr

 

Risalite sul quai des Tuileries e, dopo appena qualche metro, prendete il passaggio pedonale per ridiscendere sulla riva della Senna. Alberi maestosi, panchine, un salice piangente: il luogo ideale dove fermarsi a riposare e a sognare ad occhi aperti! Avete di fronte a voi il Musée d'Orsay, che ospita le collezioni d'arte del XIX secolo (dopo il 1848), nato dalla radicale ristrutturazione della stazione delle Ferrovie d'Orléans ed inaugurato nel 1986. Autrice di questo ambizioso e riuscitissimo progetto, l'architetto Gae Aulenti, friulana.

 

Continuate in direzione del pont Royal, poi verso il pont du Carrousel. Sulla riva opposta, il quai Voltaire offre una maggior omogeneità stilistica, con un insieme di eleganti palazzi ben tenuti. Questo quai rappresenta uno dei quattro lati del “quadrato degli antiquari” della rive gauche (gli altri tre sono le rues de l'Université, du Bac e des Saints-Pères).

 

Passate sotto il pont du Carrousel, prendete la scalinata che conduce al quai du Louvre e poi la passerella des Arts.

 

Il pont des Arts, immortalato da una vivace canzone di Georges Brassens, è sempre stato pedonale ed offre la più incantevole passeggiata sull'acqua che si possa fare a Parigi, fra la Cour carrée del Louvre e l'Institut de France. La struttura attuale (1982-84) la dobbiamo all'architetto Louis Arretche.

 

Non a caso, il pont des Arts è sempre affollato di pittori, intenti a riprodurre questo affascinante paesaggio. La lunga facciata della Galerie du Bord de l'eau, voluta da Enrico IV per collegare la Cour carrée del Louvre al castello (oggi scomparso) delle Tuileries; l'ala sud della Cour carrée, trionfo, grazie a Le Vau, dell'architettura classica; al di là, uno scorcio della chiesa gotica di Saint-Germain-l'Auxerrois, parrocchia dei re di Francia. Con un pizzico di fortuna, potrete sentir suonare le sue 38 campane! Un po' più in lontananza, ecco sventolare le bandiere dei Grandi Magazzini La Samaritaine (chiusi sine die dal 2005): la facciata Art déco è opera di Jourdain e Sauvage. Il nome ha un'origine ben più antica. Ricorda infatti una pompa dell'acqua, attaccata al secondo arco del Pont-Neuf, costruita nel 1608 e distrutta nel 1813. Era chiamata la “Samaritaine” a causa di un bassorilievo rappresentante Gesù con la Samaritana al pozzo di Giacobbe.

 

Davanti a voi: il Pont-Neuf e lo square du Vert-Galant (monumento equestre di Enrico IV (1818), detto – appunto - “le Vert Galant”), col suo salice piangente.

 

Davvero un riassunto della storia di Parigi, inestricabilmente legata al suo fiume, anche nel motto: “Fluctuat nec mergitur”, pur scossa dai flutti, non affonda...

 

Giunti sulla rive gauche, voltate a destra sul quai de Conti, per trovarvi di fronte a uno dei capolavori dell'architettura francese del Seicento, fortemente influenzato dallo stile italiano, e attuale sede dell'Institut de France. Opera grandiosa di Le Vau, eretta, a partire dal 1663, dove un tempo sorgeva l'hôtel de Nesles.

 

Poco prima di morire, il cardinale Mazarino aveva auspicato la creazione di un collegio dove potessero ricevere un'istruzione adeguata sessanta gentiluomini privi di mezzi, provenienti dalle quattro nuove provincie, da poco annesse al regno (fra le quali Pinerolo, ora in provincia di Torino). Nacque così il “Collège des Quatre Nations”. Nell'Ottocento, Vaudoyer fu incaricato di restaurare l'edificio, che sarebbe diventato la sede delle cinque Accademie: l'Académie française, des Inscriptions et Belles Lettres, des Sciences, des Beaux-Arts, des Sciences morales et politiques. Fra le diverse biblioteche dell'Institut, va ricordata la Mazarine, la più antica biblioteca pubblica di Francia (1643) , www.bibliotheque-mazarine.fr.

 

Proseguite sul quai Malaquais, continuazione del quai de Conti, in direzione dell'Ile de la Cité e del Pont-Neuf. Nonostante il nome, è ben noto che il Pont-Neuf è in realtà il ponte più antico della città ancora esistente, il primo ad essere costruito senza case sopra. Fino ad allora, i ponti in pietra di Parigi avevano una struttura analoga a quella del Ponte Vecchio di Firenze. I lavori iniziarono nel 1578, ma venne inaugurato solo nel 1607 dall'immancabile Enrico IV! Permetteva ai parigini di andare comodamente dal faubourg Saint-Germain, il quartiere intellettuale (oggi soprannominato “Saint-Germain-des-Fringues”, ovvero dei vestiti, dal numero esorbitante di boutiques alla moda che vi si trovano), alla Cité ed al Louvre, dove risiedeva, invece, il potere, quello religioso e quello civile.

 

Straordinariamente ampio per l'epoca, divenne ben presto un luogo di gran moda, costantemente animato.

 

Passate sotto il Pont-Neuf. Sul quai des Orfèvres, che costeggia la riva sud dell'Ile de la Cité, si scorge la place Dauphine, la seconda delle piazze reali (dopo la place des Vosges, allora chiamata, appunto, place Royale) volute da Enrico IV. Richiese una mole di lavoro considerevole, per poter riunire i tre isolotti sui quali è stata edificata all'Ile de la Cité. Nonostante i notevoli cambiamenti subiti, rimane uno degli angoli più gradevoli (e romantici) della città.

 

Dirigetevi verso il pont Saint-Michel: ecco apparire, superba, la cattedrale di Notre-Dame-de-Paris, fulgido esempio di architettura gotica.

 

Passato il Petit-Pont, riscendete sulla riva. Il Petit-Pont non si chiama così a caso! E' infatti il ponte più corto di Parigi (40 metri) ed è stato ricostruito innumerevoli volte, poiché un passaggio tra l'Ile de la Cité e la rue Saint-Jacques esiste da quasi 2000 anni.

 

Passate poi sotto il pont au Double, eretto nel XVII secolo per collegare l'Hôtel-Dieu, l'ospedale parigino più antico ancora in funzione, alle sue dépendances costruite sulla rive gauche. Per finanziarne la realizzazione, pensarono bene di raddoppiarne il pedaggio (doubler le péage). Il nome è rimasto, il pedaggio per fortuna no!

 

Seguire la Senna in questo tratto è un piacere raro, perché permette – spesso in completa solitudine – di costeggiare il lato sud di Notre-Dame, per ammirare ancora meglio il rosone ed il portale detto di Santo Stefano.

 

Superato il pont de l'Archevêché, beatevi, forse per l'ennesima volta, forse per la prima, della magnifica vista sull'abside della cattedrale, incastonata nello square Jean XXIII (Giovanni XXIII).

 

Fatti ancora pochi passi, il panorama è davvero mozzafiato, con la punta orientale dell'Ile de la Cité, il pont Saint-Louis e, in secondo piano, l'Hôtel de Ville.

 

A questo punto potete fare una deviazione e visitare, se non l'avete ancora fatto, l'incantevole Ile Saint-Louis (v. "Una passeggiata sull'Ile Saint-Louis").

 

Passate sotto il pont de la Tournelle, che collega l'Ile Saint-Louis alla rive gauche, e il cui nome deriva da una torretta (tourelle) della cinta muraria di Filippo Augusto, che si trovava non lontano da qui. Come molti altri ponti di Parigi, è stato demolito e ricostruito più volte. La struttura attuale è del 1929, resa inconfondibile dalla statua di Santa Genoveffa scolpita da Paul Landowski. Opera dallo stile senz'altro inusuale, ha suscitato non poche polemiche fra i parigini, che l'hanno soprannominata “Missile Ariane”, per la sua forma molto allungata.

 

Prima di arrivare al pont de Sully, siete nella posizione ideale per ammirare la sede dell'Istituto del Mondo Arabo, suggestiva ed originale creazione dell'architetto Jean Nouvel, del 1985. Di alto livello, al suo interno, sia le collezioni permanenti che le mostre temporanee. E' anche un ottimo posto dove fermarsi a prendere un tè o un caffè.

 

Passate sotto il pont de Sully e raggiungete lo square Tino Rossi, realizzato da Daniel Badani fra il 1975 ed il 1980. Nelle sere domenicali estive, si ritrovano qui numerosi appassionati di tango (v. "Curiosità"). Lo square ospita il Museo della Scultura all'Aperto del comune di Parigi. E' in genere poco affollato e quindi molto tranquillo. E' probabilmente messo in ombra dal ben più popolare Jardin des Plantes, che è giusto di fronte.

 

Proseguite verso il pont d'Austerlitz. Poco prima del ponte, sull'altra riva, si trovano l'inizio del canale Saint-Martin ed il porticciolo di Paris-Arsenal.

 

Salite le scale che portano alla place Valhubert per raggiungere la stazione del M° Gare-d'Austerlitz.

 

 

Info sulle Berges de Seine, bergesdeseine.paris.fr