F.A.Q Parigine - versione 3.0


Dalla Bastiglia alla porte de Bagnolet (5 km.,11° e 20° arr.)

 

Partenza: M° Bastille

 

 

Prendete la rue de la Roquette, per poi girare subito a destra, nel passage du Cheval Blanc, tranquilla infilata di cortiletti lastricati (cour de Mai, cour Sainte-Marguerite...), che ospitano uffici, laboratori artigianali e qualche abitazione privata.

 

Tornate su rue de la Roquette, dove, al n° 18, si trova ancora la sede della ditta Loubinoux, specializzata da più di un secolo nell'arredo bar. Per molto tempo, questo quartiere fu soprannominato “la piccola Alvernia”. I numerosi immigrati dal Massiccio Centrale si stabilirono per la maggior parte intorno a place de la Bastille, gestendo tutti i bistrot della zona.

 

Potete fare una piccola deviazione, a destra, sulla rue de Lappe, piena di locali e di gallerie d'arte, particolarmente vivace di sera. Continuando sulla rue de la Roquette, al n° 17 una targa segnala il punto dove sorgeva una casa in cui visse Verlaine dal dicembre 1882 al settembre 1883. Al n° 56, il portone si apre su di un grazioso cortile. Sulle facciate resta ancora il disegno delle arcate, forse le antiche scuderie del palazzo. All'altezza del n° 58, una curiosa casetta neo-gotica si nasconde in fondo alla cité de la Roquette. Al n° 41, un passaggio conduce alla rue Sedaine. Dal cancello (chiuso) si possono intravedere degli atelier.

 

Subito dopo l'incrocio con la rue du Commandant-Lamy, si erge la nuovissima Notre-Dame-d'Espérance, in uno stile “fortezza” un po' sconcertante. Quasi di fronte, al n° 70, una fontana, eretta sotto il regno di Luigi-Filippo, presenta una bella decorazione costituita da fogliame, teste animali e conchiglie.

 

Al n° 76, il Teatro della Bastiglia occupa i muri del cinema Cyrano-Roquette, scomparso come molti altri piccoli cinematografi. Ai nn. 84-86, un po' arretrata, si trova una sinagoga di rito spagnolo.

 

All'angolo col passage Charles-Dellery, potreste concedervi un primo break nell'accogliente Square Francis-Lemarque.

 

Poco lontano, al n° 71, un bel portone col timpano scolpito e due colonne che reggono un balcone sono tutto ciò che rimane di un'elegante residenza di campagna settecentesca, demolita nel 1977.

 

Al n° 93, bisogna spingere il portone per ammirare ciò che resta dei Bagni Voltaire: pavimento e facciata del pianterreno sono rivestiti di mosaici e due candelabri in ferro battuto incorniciano la modesta scala che dava accesso ai bagni.

 

Attraversate l'avenue Ledru-Rollin e la rue Godefroy-Cavaignac. Ai nn. 130-134 (sempre di rue de la Roquette), un insieme di edifici costruiti nel 1861 testimoniano della forte impressione che la place des Vosges doveva aver fatto al loro architetto. Che, però, si è “emancipato” dalla severità dello stile Enrico IV, sovraccaricando le facciate di ghirlande, teste di leone, putti...

 

Attraversate il boulevard Voltaire, continuando su rue de la Roquette in direzione del cimitero del Père-Lachaise. Al n° 147 si apre uno square, dove sorgeva il carcere femminile della Petite Roquette, demolito nel 1974. L'unica vestigia sopravvissuta è il portico, che dà accesso al giardino. Una targa ricorda che qui, fra il giugno 1940 e l'agosto 1944, furono rinchiuse circa 4.000 partigiane.

 

Di fronte allo square ha inizio la rue de la Croix-Faubin. Guardando con la massima attenzione il selciato, si possono notare cinque lastre rettangolari, che indicano il punto dove veniva eretta la ghigliottina, tinyurl.com/zx7x8yl, della prigione della Grande Roquette (da non confordersi con la precedente). In questo carcere, fino alla fine dell'800, venivano rinchiusi i condannati a morte in attesa dell'esecuzione e quelli condannati ai lavori forzati, prima di essere imbarcati verso le colonie penali.

 

Al n° 151 abitava Hubertine Auclert, pioniera del femminismo e leader delle suffragette francesi.

 

Attraversate il boulevard de Ménilmontant ed entrate nel cimitero del Père-Lachaise, senz'altro il più importante e famoso di Parigi. Se ne avete il tempo, potete approfittarne per visitarlo (v. "Cimiteri").

 

Uscite dal cimitero, voltate a destra in rue des Rondeaux e prendete la rue Charles-Renouvier. Subito dopo il ponte, girate nuovamente a destra nel passage Stendhal (“cittadino milanese”!) e raggiungete la via omonima. Girate a destra in rue Stendhal, appunto, dove noterete degli eleganti edifici, molto simili gli uni agli altri, in pietra e mattoni, della villa (via privata) Stendhal. Furono le prime costruzioni borghesi di Charonne.

 

Voltate a sinistra nel chemin du Parc de Charonne ed entrate nel piccolo e suggestivo cimitero di Saint-Germain-de-Charonne. E' uno dei due cimiteri “parrocchiali” rimasti a Parigi (l'altro è quello di Saint-Pierre-de-Montmartre, 18° arr.). Ha conservato l'atmosfera tranquilla da cimitero di villaggio (ovvero ciò che è stato per svariati secoli!) e vi sono sepolti, fra gli altri, i figli di André Malraux morti in un incidente stradale, e Robert Brasillach, scrittore collaborazionista, giustiziato al momento della Liberazione. Riposa qui anche Bègue, detto “Magloire”, che si spacciava per “segretario di Robespierre”!

 

Lasciate il camposanto per le scale che danno su rue de Bagnolet e prendete, di fronte, la rue Saint-Blaise, un tempo via principale del villaggio di Charonne. Questo quartiere non manca di un certo fascino. Nel Seicento e Settecento, i ricchi parigini vi fecero costruire le loro residenze di campagna, talvolta addirittura sontuose.

 

Se vi girate, avrete un'incantevole prospettiva, ben più bucolica che parigina, sul campanile di Saint-Germain-de-Charonne.

 

Girate a sinistra in rue Riblette e poi ancora a sinistra nella cité Leclaire, dove scoprirete una piccola e incantevole oasi di verde e tranquillità, lo square des Grès. Nella vicina, omonima piazza potete trovare un paio di simpatici bistrot. Prendete la rue Vitruve, per poi svoltare a sinistra in rue des Balkans.

 

Dietro i cancelli del giardino pubblico dell'ospizio Debrousse, si nota un elegante padiglione di pietra bianca e col tetto d'ardesia. Si tratta del pavillon de l'Ermitage, tinyurl.com/65zxc5c, costruito nel 1734. E' ciò che resta del castello di Bagnolet, la cui tenuta si estendeva su non meno di 80 ettari fra Charonne e Bagnolet. Più o meno il doppio della superficie attuale del Père Lachaise! Il pavillon de l'Ermitage fu anche il quartier generale dei contro-rivoluzionari, che tentarono invano di far evadere Luigi XVI e Maria Antonietta, dopo la loro condanna a morte. Arrestati, i “congiurati di Charonne” vennero a loro volta ghigliottinati.

 

Voltate a destra in rue de Bagnolet, poi a sinistra in rue Pelleport. Attraversate la rue Belgrand e prendete la rue du Capitaine-Ferber fino alla place Octave-Chanute. Prendete, sulla destra, la piccola rue Paul-Strauss. Vi trovate ora nella Campagne à Paris, insieme di villette costruite nel 1908 da una cooperativa e destinati a famiglie della piccola borghesia. E' davvero un'oasi di verde e di calma, a due passi dal trafficatissimo boulevard Mortier (v. "Visite a Tema").

 

Prima di riprendere il métro alla stazione Porte-de-Bagnolet, potete fare un'ulteriore sosta nel verde, nello square Séverine, al di là del succitato boulevard Mortier.

 

 

Maggiori info su place de la Bastille e rue de la Roquette:

 

www.paris-pittoresque.com/rues/5.htm

 

www.paris-pittoresque.com/rues/10.htm

 

Qualche foto:

 

parispaspris.free.fr/paris-village.htm